Sex & the City e Collettivo Amigdala
Un progetto supportato da P.O.W.E.R.

Ti sei mai chiestə perché in certi spazi della città ti senti a tuo agio, e in altri invece no? Perché spesso, quando cala la sera, le ragazze spariscono dai parchi, dalle piazze, dalle strade?
Questa assenza non è solo fisica: significa meno libertà, meno autonomia, meno possibilità di vivere davvero la città.
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Girls & the City affronta un problema di cui, in Italia, si discute ancora poco: la scarsa presenza delle ragazze negli spazi pubblici e la paura o l’insicurezza che spesso accompagna le loro esperienze.
Con questo progetto vogliamo rimettere le ragazze al centro. Attraverso un percorso partecipativo e creativo, le esperienze personali diventano strumenti per ripensare la città in modo più equo, accessibile e accogliente per tuttə.
L’obiettivo è quello di dare voce alle ragazze nella progettazione dello spazio pubblico. Durante il percorso, sviluppato in collaborazione con l’I.T.E. “G.B. Bodoni” di Parma, abbiamo mappato insieme le esperienze personali fuori dal contesto domestico e scolastico: cosa funziona e cosa no, dagli arredi, all’illuminazione, alla visibilità, ecc.
Da queste osservazioni sono nate idee e soluzioni concrete per rendere la città più sicura, vivibile e piacevole per chi lo attraversa ogni giorno: un documento illustrato da Sara Garagnani, con linee guida progettuali pensate e disegnate daə partecipanti. Un materiale che servirà a ispirare le istituzioni e la cittadinanza, ma soprattutto a mostrare come uno sguardo fresco, giovane e con una prospettiva di genere possa cambiare davvero lo spazio urbano.
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Girls & the City è realizzato nell’ambito del programma POWER coordinato da WeWorld e cofinanziato dall’Unione Europea (CERV – 2023 – DAPHNE)





Finanziato dall’Unione Europea. Le opinioni e i punti di vista espressi sono tuttavia solo quelli dell’autore o degli autori e non riflettono necessariamente quelli dell’Unione Europea, dell’Agenzia esecutiva europea per l’istruzione e la cultura o di WeWorld. Né l’Unione Europea né l’autorità che ha erogato il finanziamento possono essere ritenute responsabili per tali opinioni e punti di vista.
