
L'Atlante delle Emozioni è uno strumento di mappatura collettiva utile a indagare il legame emotivo che le persone intrattengono con i luoghi della città che abitano e attraversano. Nasce dalla convinzione che lo spazio urbano non sia mai neutro: ogni piazza, ogni via, ogni angolo porta con sé una stratificazione di vissuti, ricordi, sensazioni che ne determinano la frequentazione o l'evitamento, e che raccontano molto della qualità della vita di chi quella città la vive ogni giorno.
Lo strumento prende forma attraverso un workshop della durata di circa due ore, rivolto a un gruppo eterogeneo per età, genere e provenienza. Le partecipanti e i partecipanti sono invitati a condividere le proprie esperienze legate a luoghi specifici, riferendosi all'intera città o a un quartiere circoscritto. Si parla di paure e di affetti, di percorsi quotidiani e di zone che si preferisce non attraversare, di memorie che certi spazi custodiscono e di emozioni che riaffiorano camminando. Ogni racconto trova posto sulla mappa, che si trasforma progressivamente in un dispositivo collettivo capace di restituire la città attraverso le emozioni che suscita.
Al termine del workshop, la mappa diventa un'installazione che può rimanere esposta anche nei giorni successivi, continuando a raccogliere le testimonianze di chi vorrà aggiungere la propria voce. In questo modo l'Atlante non si esaurisce nel momento laboratoriale ma si configura come un dispositivo aperto, che cresce e si modifica grazie alla partecipazione spontanea della cittadinanza.
L'Atlante è uno strumento replicabile in contesti diversi e si adatta a città, quartieri o territori specifici, restituendo ogni volta una geografia emotiva situata e irripetibile. Mettere in mappa le emozioni significa riconoscere che la pianificazione urbanistica ha bisogno anche di questi materiali, spesso considerati marginali o poco misurabili, per comprendere davvero come la città funzioni per chi la abita.
